09
Set

The End? L’inferno fuori – la recensione

Balzato agli onori di cronaca per aver vestito i panni di Dandi nella celebre serie TV diretta da Stefano Sollima Romanzo Criminale, Alessandro Roja si cimenta ora con l’horror e per l’occasione interpreta, nello zombie movie all’amatriciana diretto da Daniele Misischia e prodotto dai Manetti Bros, Claudio Verona, uno spietato, cinico e ambizioso manager che un bel giorno rimane bloccato nell’ascensore del suo ufficio. Completamente girato in un unico spazio, eccezion fatta per le vie della Capitale inquadrate nel prologo e nell’epilogo del film, The End? L’Inferno fuori è un low budget tricolore che, anacronisticamente, propone un’epidemia mortifera per le vie di Roma. Il protagonista, intrappolato nel cubo di cemento e acciaio a metà tra due piani, si ritrova costretto ad affrontare un’orda di zombie famelici mentre, servendosi del cellulare (fortunatamente dagli autori non disposto in modalità fuori uso), cerca di mettere in salvo la vita della moglie e dei pochi a cui tiene. Cinico e senza scrupoli, Claudio Verona si confronta con sé stesso in una situazione ad alto rischio e assolutamente drammatica: per la prima volta sembra curarsi della moglie, dei colleghi di lavoro, delle sue (ex) amanti e persino della procace stagista. Il malcapitato, per un breve lasso di tempo coadiuvato da un poliziotto poi tramutatosi in zombie, piange per essere stato costretto a uccidere suoi colleghi padri di famiglia e colleghe madri. Eppure, mentre telefonicamente vive “l’inferno fuori”, non si arrende e continua a lottare con tutte le sue forze sino a liberarsi dalla gabbia che, paradossalmente, gli ha salvato la vita. A metà tra Devil di Dowdle e Senza uscita di Johnston, il film di Misischia si presenta come un survival-horror ben girato e che diverte, pur faticando nel cercare un’identità in un sottogenere che tanto ha già detto e che, forse, nulla più vuole aggiungere.

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