The Lazarus Effect – la recensione

The Lazarus Effect – la recensione

The-Lazarus-Effect-2015

a cura di Marc Sellier

Tra i film della serata disponibili in tv (programmazione tv aggiornata da QuestaSeraTV.it) potrebbe essere un’idea quella di aggiungere in lista il film The Lazarus Effect, film horror diretto dal giovane David Gelb conosciuto specie per un paio di film come Jiro e l’arte del sushi (2011) e Lethargy (2002). Non illudetevi troppo però e abbassate un po’ le aspettative perché pur partendo da un’ottima base che forse in pochi o nessuno avevano mai trattato per un film horror, il film poi di fatto si perde e non lascia nulla di nuovo. Ma andiamo per ordine e vediamone prima di tutto la trama.

Al centro della pellicola vi sono la coppia di fidanzati Frank e Zoe, nonché scienziati, che grazie alle sovvenzioni in campo scientifico da parte di un’università riescono a mettere su un giovane team per la realizzazione di un fantastico siero in grado di riportare in vita chi ormai è morto da tempo. Il primo successo avviene con un cane, a quel punto Frank è deciso a svelare gli straordinari risultati a tutto il pianeta, ma l’università non è d’accordo e gli blocca i fondi. In tutto il trambusto che si viene a creare, Zoe ne rimane uccisa. Non resta altro che testare il siero su un essere umano per la prima volta. Anche qui l’esperimento sembra essere riuscito al 100% ma le cose non sono esattamente come sembrano: Zoe è tornata in vita, ma il suo carattere si è tramutato e qualcosa di malvagio sembra essere rinato al suo posto.

Dicevamo che purtroppo il film non mostra davvero le sue grosse potenzialità perdendosi non solo lungo la sceneggiatura ma neanche mostrando nulla di nuovo in campo cinematografico. Le idee sembrano qualche volta confuse e senza alcun obiettivo finale. Infatti, se la prima mezz’ora del film si concentra sugli esperimenti del team di ricercatori (e il film dura poco più di 60 minuti) e sulle questioni etiche-religiose legate ad un esperimento tanto ambizioso quanto discutibile, la seconda parte si concentra sugli effetti distruttivi dell’essere demoniaco che è stato portato nella nostra dimensione direttamente dall’aldilà. Ma il tutto in realtà risulta altalenante: infatti non è abbastanza chiaro chi sia quell’essere, perché si sia impadronito del corpo di Zoe e cosa voglia davvero da loro (a parte che ucciderli, è ovvio).

L’idea principale, quella di voler riportare in vita dei cadaveri, poteva essere davvero eccellente. Le potenzialità erano buonissime, ma la sceneggiatura pecca gravemente non riuscendo a colmare delle lacune e non offrendo nessun nuovo spunto per lo spettatore che tutto sommato finisce col ritrovarsi davanti ad immagini già viste in passato. Qualcuno parla di omaggi a pellicole passate, qualcuno parla di ammiccamenti ad altre opere, ma la verità è che le idee sono poche. Infatti la scena in cui Zoe si ritrova con una bambina direttamente davanti a quello che sembra essere l’inferno, ricorda in maniera forte alcuni degli incubi prodotti da Nightmare. Un’altra sequenza, quella di un ragazzo spremuto come una centrifuga all’interno di un’armadietto, ricorda invece una scena già vista nel film Prom night 2 – Il ritorno.

In conclusione, il film è godibile, ma non abbastanza da farlo rientrare nella vostra personale lista di film da riguardare più in la magari in soffitta con gli amici.

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 19 giu 2015 alle 9:59 am

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