The Young Pope: il Papa cinico e rivoluzionario di Sorrentino

The Young Pope: il Papa cinico e rivoluzionario di Sorrentino

pope

Un Papa rockstar che dall’alto del suo “pulpito” in Piazza San Pietro pronuncia la sua prima omelia come fosse Mick Jagger sul palco, incitando i suoi fan/fedeli ad amare Dio e ad essere liberi: liberi di essere felici masturbandosi, usando contraccettivi, avendo rapporti non destinati alla procreazione, scegliendo di morire quando è diventato insopportabile vivere. La folla si zittisce, si pietrifica, i cardinali lo guardano terrorizzati. È un sogno, nient’altro che un sogno, l’inconscio di un giovane Papa che apre così una delle serie più attese della nuova stagione di Sky Atlantic: “The Young Pope”, scritta e diretta dal premio Oscar Paolo Sorrentino, le prime due puntate sono state presentate in anteprima alla 73esima Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia e andrà in onda da stasera 21 ottobre.

Il controverso (e fittizio) pontefice è interpretato dall’attore inglese Jude Law: Lenny Belardo, primo Papa americano della Storia, ribattezzato Pio XIII, ha solo 47 anni e questo già di per sé costituisce una rivoluzione. In cosa consisterà pienamente ancora non ci è dato sapere, data la natura ambigua di questo giovane Papa conservatore che confessa di essere “una contraddizione, come Dio uno e trino”. Affascinante, occhi azzurri, fisico asciutto, Belardo fuma, è cinico e anafettivo, sprezzante di tutti gli esseri che lo circondano, dai suoi assistenti, ai cardinali, al Segretario di Stato Cardinal Voiello (Silvio Orlando), fino ai fedeli. L’unica “debolezza” di Pio XIII sembra essere Suor Mary (Diane Keaton) che, dopo essere stato abbandonato da piccolo dai suoi genitori, lo ha amorevolmente cresciuto.

Ci sono tutti gli elementi dell’immaginario filmico di Sorrentino: le sequenze oniriche, come quella iniziale nella quale Belardo sbuca gattoni da un muro costituito da neonati o l’immagine di lui bambino che guarda con curiosità una donna a seno nudo; dopo i fenicotteri e la giraffa de “La grande bellezza” , oltre ad una serie di animaletti sparsi qua e là, dalle tartarughine ad un gufetto di legno, ecco sbucare un canguro, un dono proveniente dall’Australia che il Papa lascia libero di saltellare per i giardini vaticani; i lenti movimenti di macchina che indugiano su scene che staccano dalla densità del racconto, dal ritratto di questo personaggio tutto da decifrare: le suore che giocano a pallone, la moglie di una guardia svizzera che prega durante l’amplesso; le passioni del regista: dal Napoli, del quale il Cardinal Voiello è tifoso, a Venezia, nella quale è nascosto il passato di Belardo. Non mancano l’umorismo, le battute, le situazioni paradossali: come il Papa che apre per sbaglio la porta che da’ sulla Cappella Sistina e si ritrova di fronte ad una folla di turisti.

Un racconto grottesco, iperbolico, visivamente affascinante, le cui numerose trame dell’intreccio cominciano a delinearsi: all’orizzonte non è difficile scorgere le mani di Pio XIII macchiate di sangue come l’immagine simbolo di Frank Underwood di “House of Cards”. Non a caso “The Young Pope” è definita la versione vaticana della celebre serie tv americana: Belardo è scaltro, spietato, calcolatore e inizia da subito a farsi terra bruciata intorno, tradendo il suo “vate”, il Cardinale Spencer, scippandogli letteralmente il pontificato, anelato da una vita. Capisce da subito che “il potere è conoscenza”, come dice il Cardinal Voiello, e quindi si prodiga per scoprire ogni piccolo segreto di tutti quelli che lo circondano per tenere sempre salde le redini del suo pontificato.

Il Papa di Sorrentino è una figura inquietante, differente da quella amorevole e rassicurante di Bergoglio alla quale siamo ormai abituati; un Papa che non indicherà la via, ammonitore e severo come il Dio dell’Antico Testamento; oscuro come un predicatore fondamentalista che dall’alto del suo “pulpito”, nella sua prima (vera) omelia, l’esatto opposto di quella onirica, sentenzia, accusa i suoi fedeli che hanno smarrito Dio e li invita a ritrovarlo per poter essere degni di lui, il Papa, per poter finalmente godere della sua vista. Infatti per ora Pio XIII è solo una voce impetuosa che viene dall’alto, perché il suo volto è volontariamente oscurato, machiavellica operazione di marketing per esaltare sempre di più sé stesso come una rockstar, come i Daft Punk o Kubrick, come un uomo che è diventato Papa e vuole sostituirsi a Dio.

Caterina Sabato

 

cq5dam.web.738.462

Potrebbero interessarti anche...

Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 21 ott 2016 alle 12:20 pm

Lascia un commento su "The Young Pope: il Papa cinico e rivoluzionario di Sorrentino"