Todo Modo di Elio Petri (1970)

Todo Modo di Elio Petri (1970)

Un baratro tutto italiano il quale, a distanza di 40 anni, sembra sempre più profondo.

Una classe dirigente disposta a tutto pur di mantenere il potere. “Todo modo para buscar la voluntad divina”: qualsiasi mezzo per raggiungere i propri scopi.

Tratto da un romanzo di Leonardo Sciascia Todo Modo di Elio Petri, è il soffocante ritratto del momento storico che l’Italia attraversava nel 1976, anno di uscita del film. Aldo Moro si preparava a realizzare il compromesso storico tra DC e PCI e nel film Gian Maria Volontè ne prende le sembianze, impressionando per la somiglianza sia nell’aspetto che nel modo di parlare e muoversi. Tanto che Petri fu costretto a eliminare i primi due giorni di riprese perché Volontè appariva troppo simile a Moro: la sua doveva essere solo una sorta di “citazione” non una copia. La Democrazia Cristiana in tutta la durata del film non viene mai citata, ma è chiaro che i protagonisti della pellicola, l’intellighenzia del partito al potere da 30 anni, si ispirino a quello di Moro. C’è anche un Michel Piccoli chiaramente ispirato alla figura di Giulio Andreotti. Questi durante un’epidemia si riuniscono per alcuni giorni in un albergo deserto e spettrale per intraprendere una serie di esercizi spirituali guidati dall’ambiguo Don Gaetano (Marcello Mastroianni). Freddo, severo e a tratti spietato, il sacerdote rappresenta la religiosità corrotta e cieca alla quale tutti si appigliano nella speranza della salvezza. Forte di questo potere Don Gaetano, dagli occhi iniettati di odio, accecati da una fede spietata, riesce a sottomettere a sé la classe politica di un intero Paese. Anche lui, il Presidente, Volontè, abile in pubblico, debole e asservito nel privato, che porta con sé, in gran segreto, la moglie, una gelida Melato, che comincia a non riuscire ad imporsi nemmeno politicamente. Perde terreno, soprattutto quando iniziano a fioccare cadaveri, uno dietro l’altro. Accanto dei foglietti con la stessa frase: “Todo modo para buscar la voluntad divina” di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti.

Una frase manifesto delle infinite vie della politica. Non del Signore. Ieri come oggi. Ed Elio Petri ne è stato lucido narratore. Ingiustamente messo da parte, ricordato spesso solo per  Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Oscar nel 1971), è l’autore che insieme a pochi altri, come il recentemente scomparso Rosi, ha saputo nobilitare il nostro Cinema con le sue pellicole impegnate, potenti visivamente, narrate con la forza di chi vuole urlare tutta la sua passione per la verità, l’indagine e il Cinema.

In Todo modo l’atmosfera asettica e inquietante non poteva non avere come protagonisti personaggi quasi spettrali e “mortiferi” come Ciccio Ingrassia, in un inedito ruolo lontano dalla comicità spassosa e demenziale per il quale è conosciuto dal grande pubblico: un personaggio quasi horror. Esseri tanto fragili quanto pericolosi che guidano il Paese, pilotati a loro volta da poteri occulti e dalle loro imprevedibili e oscure decisioni.

“I fatti avvenuti negli ultimi dieci anni nel nostro Paese hanno mai avuto una spiegazione plausibile secondo lei?” dice proprio lui, il Presidente.

Restaurato lo scorso anno dalla Cineteca di Bologna e dal Museo del Cinema di Torino, questo capolavoro dimenticato uscirà per la prima volta in Dvd il 24 marzo.

 

Caterina Sabato

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 10 mar 2015 alle 3:27 pm

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