TUTTI I COLORI DEL BUIO… Intervista a Sergio Martino

TUTTI I COLORI DEL BUIO… Intervista a Sergio Martino

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Sin da quando ha memoria vive sul set. Ha diretto tantissime pellicole di svariati generi e in Italia è considerato uno dei più importanti autori thriller. “Tutti i colori del buio” a “Assassinio al cimitero etrusco” sono soltanto due dei raccapriccianti titoli firmati Sergio Martino, regista cult che ci ha concesso quest’interessante intervista…

- Quando nasce in Sergio Martino la passione per il cinema e come avviene il tuo approccio col mestiere da regista?

 Penso sia noto, mio nonno materno era Gennaro Righelli, regista del primo film italiano LA CANZONE DELL’ AMORE e da bambino sono stato sui suoi set, nel dopoguerra, con la Magnani e De Sica (ABBASSO LA RICCHEZZA). Prima di me ha iniziato la carriera mio fratello Luciano e io a metà degli anni Sessanta l’ho seguito.

 

- Sei stato un regista multiforme, hai spaziato tra vari generi e sei riuscito, a differenza di molti suoi colleghi, a lasciare il segno in ogni ambito. Ma quali sono i tuoi generi prediletti e quelli coi quali ti approcci meglio?

Dipende dall’idea del soggetto e poi mi è sempre piaciuto diversificare. Non avrei mai potuto fare sempre lo stesso genere di film. Avevo e ho bisogno di nuovi stimoli per raccontare una storia. Facendo lo stesso genere di film sempre, si rischia di perdere la possibilità di vivere sensazioni diverse.

 

- Hai sempre puntato, sin quando hai potuto, sulla partecipazione della bellissima Fenech nei tuoi lavori. Perché?

E’ stata a lungo la compagna di mio fratello e, in particolare, per le commedie era un’attrice che con la sua solarità dava brio a certi racconti divertenti e ironici. Sicuramente era anche molto bella e ciò aiutava.

 

- Gli amanti del genere horror e thriller ti ricordano per i tuoi “Tutti i colori del buio“, “Assassinio al cimitero etrusco“, “I corpi presentano tracce di violenza carnale“, ma anche per “Lo strano vizio della signora Wardh” e “Il tuo vizio è una stanza chiusa….”. Gli anni ’70 hanno brulicato in quanto a produzioni di genere dopo l’avvento di Dario Argento.  Hai voluto approfittare per cavalcare l’onda del successo oppure ti sentivi particolarmente portato per un determinato tipo di cinema?

In realtà i primi a fare film thriller siamo stati noi, dopo Bava. Ho partecipato come organizzatore al DOLCE CORPO DI DEBORAH” e ad altri film con Carrol Baker, poi dopo il primo successo di Argento anche io ho iniziato a fare film thriller in qualità di regista. In quegli anni fu determinante anche il successo di quei miei film per spingermi a farne altri, anche scritti da me.

 

- Quali nomi ritieni fondamentali nel panorama del brivido italiano?

 Mario Bava, Argento, Fulci

 

- Sei stato uno dei più prolifici registi nel campo della commedia sexy. Cosa puoi dirci in merito a questo singolare fenomeno cinematografico e all’avvento delle care “zie” sul grande schermo?

Non credo che siano state solo commedie sexy, in realtà a parte qualche doccia e qualche situazione di pochade non c’è stato mai un abuso di situazioni piccanti. Credo che siano stati più espliciti in tale senso alcuni miei film thriller. Spesso si fa confusione tra i miei film e quelli prodotti dalla Dania in cui c’erano varie insegnanti, studentesse e soldatesse. Di zie comunque credo poche.

 

- Ritieni ci siano valide nuove leve in Italia? E all’estero?

Penso di sì , anche se il cinema di genere è praticamente morto in Italia. Invece di incentivarlo si è fatto di tutto per affossarlo negli anni Novanta. Per l’estero c’è un cinema francese che in tal senso è in salute (parlo di commedie). Per i film di azione mancano i soldi per gli effetti speciali, per i thriller forse le idee.

 

- Attualmente l’unico grande nome che ancora nel nostro Paese realizza film di genere è Dario Argento. Perché le case di produzione non credono più nei copioni horror e thriller? Eppure i patiti disposti ad andare al cinema non mancano…

Non credo che anche Argento abbia il successo di un tempo e la pirateria e la televisione hanno tolto alla sala quella quantità di spettatori necessaria per incentivare nuovi investimenti. Inoltre i film horror non hanno spazio in prima serata in tv e quindi i finanziamenti televisivi sono pochi.

 

- Possiamo sperare in un tuo ritorno al cinema di genere?

Mai dire mai. Ho anche dei bei progetti, ma la disponibilità di finanziamenti è per ora insufficiente.

 

Intervista a cura di Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 4 gen 2014 alle 9:56 am

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