UNDERCOVER MISTRESS

UNDERCOVER MISTRESS

Fronte 1

Durante un’esposizione di foto artistiche dai soggetti piuttosto raccapriccianti, un uomo si diverte a spaventare una ragazza che scappa via terrorizzata dalla galleria d’arte. La osserviamo correre per strade sempre più buie, mentre l’uomo continua a pedinarla. Lui è sempre più vicino, riesce quasi ad abbrancare la donna, ma lei riesce a difendersi e l’uomo resta tramortito. È solo l’inizio di un incubo.
Il cortometraggio “Undercover Mistress” diretto da Giulio Ciancamerla e prodotto da Lucio Massa,  è un delirante viaggio nelle inquietudini dell’uomo moderno, nel quale i ruoli dei protagonisti si ridefiniscono continuamente. Tra arte contemporanea e pornografia, tra teorie gender e l’horror stile rape&revenge, il film è una veemente rappresentazione grand guinolesca sulle apparenze che ingannano e sulla violenza estrema come ultima rappresentazione artistica, nella quale si instaura una riflessione sul voyeurismo. Nel corto di Ciancamerla i corpi emergono dal buio e sembrano modularsi in una luce densa come sangue e l’azione è accompagnata dalle onde sonore di un una musica disturbante, stridente, che pare graffiare l’aria. Non ci sono dialoghi, ma solo l’evocazione simbolica della violenza: sono i corpi a parlare, a spiegare, a dettare il ritmo del dolore. Le ossessioni della carne e le pulsioni, la dominazione e lo stupro sono raffigurati con forza e riescono colpire con pochi colpi ben assestati l’immaginazione di chi guarda. Da sottolineare la partecipazione della scrittrice Alda Teodorani. Il sottotitolo del film recita: “A short story about revenge for violent people”. Davvero un buon esordio per il regista.

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Autore: Edoardo Trevisani

Pubblicato il 10 ott 2016 alle 11:14 pm

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