“VOCI DAL PROFONDO” UN RACCONTO DI GORDIANO LUPI

“VOCI DAL PROFONDO” UN RACCONTO DI GORDIANO LUPI

 

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Editi da Il Foglio Letterario, i Foglietti sono una interessantissima collana di racconti brevi, stampati su carta riciclata in bianco e nero del costo di un euro. Piccoli racconti borderline dal carattere corrosivo che riservano piacevoli sorprese agli amanti della narrativa di genere, come nel caso di Voci dal profondo, scritto da Gordiano Lupi. Si tratta di un racconto horror in cui si rintracciano alcuni motivi di influenza del Lupi amante dell’horror e del fantastico, narratore, esperto di cinema di genere e autore di vari libri sul cinema horror, come Filmare la morte, dedicato al cinema horror e thriller di Lucio Fulci, Cannibal -il cinema selvaggio di Ruggero Deodato o La storia del cinema horror italiano in cinque volumi.

Salta subito agli occhi un riferimento a Lucio Fulci contenuto nel titolo. Voci dal profondo è infatti uno degli ultimi film del regista romano. Un altro punto di riferimento è poi Howard Phillips Lovecraft, colui che assieme ad Edgar Allan Poe, ha contribuito a creare una sintassi dell’horror moderno, scardinando il racconto di paura dalle regole del gotico per proiettarlo in un cosmo di tormenti, ossessioni e orrori indescrivibili dal quale nessuno moderno autore di narrativa horror può ormai prescindere. In apertura di racconto troviamo infatti una dedica di Lupi al solitario di Providence: “ad Howard Phillips Lovecraft, che mi ha ispirato i demoni”.

Il racconto Voci dal profondo è la narrazione di un incubo spaventoso. Marco, il protagonista, si risveglia senza nessun ricordo, in una spiaggia desolata circondato dalle carcasse in putrefazione di animali. Mentre si aggira per la città desolata si accorge di essere l’unico essere vivente sul pianeta e, mentre cerca da ricordare cosa gli è successo, viene tormentato da visioni terrificanti e dalle voci e dai pianti di donne e bambini. Il finale sarà una rivelazione sconcertante.

La narrazione esplora un mondo desolato e gelido, una sorta di aldilà che potrebbe ricordare il dipinto di un altro film di Fulci, fra i suoi più celebri, E tu vivrai nel terrore… l’aldilà, e si ricollega, tramite la rivelazione finale, ad una realtà resa spaventosa dalla barbarie e la follia umana. Voci dal Profondo è un inquietante viaggio postapocalittico che si nutre anche di un immaginario cinematografico tra cui spicca L’ultimo uomo della terra (1964) con Vincent Price, film che non a caso Lupi, da esperto cinefilo, cita.

 

Edoardo Trevisani

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Autore: Edoardo Trevisani

Pubblicato il 26 giu 2014 alle 8:41 pm

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